Il significato

Per cogliere appieno il significato di questo approccio è importante assumere una prospettiva sistemica.

IN UN SISTEMA IL SINGOLO NON E’  importante di per sé, ma in funzione di qualcosa di più grande, cioè il Sistema.
Esistono tanti sistemi (sistema azienda, ecosistema, sistema scolastico, ecosistema, ecc.).
Sembra che in ogni sistema ci siano delle forze assai potenti per cui il singolo è per così dire responsabile per la parte che gli compete, spesso a sua insaputa, del funzionamento del tutto. L’individuo, quindi,  non è mai preso come elemento isolato ma inserito in un contesto di relazioni e questo permette di trovare legami e connessioni, quasi sempre inconsci, con destini difficili del sistema-famiglia.
Attraverso il metodo delle  CFS  “Costellazioni Familiari Sistemiche” -possiamo allora rendere consapevoli certi processi destinati normalmente a restare e agire  nell’oscurità  e  nello  stesso  tempo ristabilire il collegamento con le forze vitali delle origini, in accordo e all’unisono con gli “Ordini dell’Amore”.

La caratteristica fondamentale è il riferimento alle tre leggi basilari dell’Anima:
  • ORDINE
  • APPATENENZA
  • COMPENSAZIONE

NOI SIAMO COLLEGATI CON TUTTI I NOSTRI  ANTENATI  COME  IN  UNA  CATENA,  DI   CUI  SIAMO  L’ULTIMO  ANELLO, CHE ARRIVA FINO ALL’ORIGINE. TUTTI GLI AVVENIMENTI FAMILIARI CONTINUANO AD ESISTERE, VISIBILE SOLO ALL’ANIMA, PER NON PERMETTERE CHE QUALCUNO SIA DIMENTICATO O ESCLUSO.

CON LA NASCITA OGNUNO ENTRA NEL FLUSSO DELLA VITA E, PER AMORE, SI CARICA SULLE SPALLE UN DESTINO NON SUO, PER RICORDARE L’ESCLUSO, IL DIMENTICATO, IL NASCOSTO O IL DECEDUTO IN TENERA ETA’.

ATTRAVERSO LE COSTELLAZIONI FAMILIARI, L’INDIVIDUO RICONSEGNA IL DESTINO NON SUO ALL’ESCLUSO, POICHE’   QUEST’ULTIMO   VIENE  RIPORTATO  NELLA GENEALOGIA    FAMILIARE, ACCETTANDONE IL DESTINO.

“CIO’ CHE ACCADE, AVVIENE PER AMORE  E GRAZIE ALL’AMORE VIENE MANTENUTO  ED  E’  PRONTO  PER  ESSERE  SCIOLTO  E  ANNULLATO  SOLO NELL’AMORE.  SOLO PER CHI E’ IN SINTONIA CON IL PASSATO C’E’ UN FUTURO”  (Bert Hellinger).