Che cosa sono?


COSA SONO LE COSTELLAZIONI FAMILIARI ?

Le  “Costellazioni Familiari Sistemiche”, codificate da Bert Hellinger, consentono di scoprire, portare alla luce e sciogliere “irretimenti” familiari che si trasmettono di generazione in generazione causando spesso  malattie  e  vari  disturbi  fisici  e psichici.
Rappresentano, dunque, un valido contributo per affrontare varie problematiche di tipo relazionale, professionale o “legate” a malattie di varia natura (non sostituisce e non è alternativa alla medicina ufficiale).

Ogni essere umano è parte di un tutto chiamato Universo.
Egli sperimenta i suoi pensieri e sentimenti come qualcosa di separato dal resto, creando una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è come una prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l’allargamento del nostro circolo di conoscenza e comprensione, sino ad includere tutte le creature viventi e l’interezza della natura nella sua bellezza.
A. Einstein.


Concetti su “Costellazioni Familiari”

(liberamente tratti dai libri di Bert Hellinger)

 

  • Conflitto: volontà di annientamento, alimentata dalla volontà di sopravvivenza; oggi la volontà di annientamento si sposta nelle dispute politiche, scientifiche, ideologiche.

  • Giustizia: compensazione tra dare e avere; la vendetta va oltre la necessità di

    compensazione, procurando un danno superiore a quello ricevuto. L’altro, a sua volta, si vendica e il conflitto non avrà mai fine.

     

     

     

  • Buona coscienza: alimentatrice del conflitto; la coscienza della famiglia o del gruppo permette la sopravvivenza, attraverso la volontà di annientamento. Chi pensa e agisce diversamente viene visto come una minaccia per il gruppo! La buona coscienza santifica e giustifica tutti i mezzi.

  • Minaccia del nuovo: ciò che scuote il vecchio viene visto come minaccia sia dal singolo che dal gruppo. Chi si espone troppo presto corre un grave rischio!!!

  • Interiorizzare la persona rifiutata: si rifiuta una persona, ma nello stesso tempo c’è un’istanza che ci impone di riservarle un posto nella nostra Anima. Ritroviamo in noi stessi ciò che abbiamo rifiutato nell’altro. Es: aggressività! L’aggressività si sposta e il suo obiettivo si rivolge non più alle persone prese di mira dalla persona rifiutata, ma ad altre che lo collegano ad essa. Un ulteriore spostamento è rappresentato dal fatto che combattiamo ciò che rifiutiamo in noi stessi in un’altra persona. I bambini personificano ciò che viene rifiutato dal genitore attraverso il loro comportamento.

  • Campo: luogo di comprensione dei conflitti. R. Sheldrake parla di campo morfogenetico, di mente estesa. Nella rappresentazione del campo familiare i rappresentanti hanno gli stessi sentimenti delle persone rappresentate, senza sapere nulla di loro. Nessuno e nulla può uscire dal campo, anche il passato e i morti sono ancora presenti e agiscono sulle persone. Ogni tentativo di escludere una persona è destinato a fallire; più si cerca di escluderla, più acquista potere. Il campo entra in uno stato di inquietudine e disordine, finché la persona esclusa non viene accettata e non ha il suo posto.

  • Campo e Coscienza: abbiamo coscienze diverse in campi diversi; il campo si polarizza sotto l’influsso della buona coscienza. Coloro che appartengono ad un determinato campo sono definiti “buoni”, perché escludono e rifiutano il diverso. Chi viene rifiutato, siccome non può essere escluso, acquisisce forza e, tramite l’irretimento, i “buoni” vivono una situazione sempre più difficile. Infatti devono opporre contro il presunto male una strenua resistenza. Si consumano nella lotta, fino all’esaurimento delle forze.

  • Follia: sotto l’influsso della buona coscienza e del diritto di appartenenza nasce un movimento intriso di fanatismo, di senso di innocenza che si scaglia con odio cieco contro gli altri. Questo movimento ci rende pronti a morire, suscitando il desiderio di annientare gli altri. L’insensato conflitto trae forza da questa follia; grazie alla buona coscienza, ci fa sentire superiori. Chi si ritrae dalla massa di fanatici, per dedicarsi alla riflessione, non è più al servizio del conflitto. Non avendo più la buona coscienza come gli altri, corre il rischio di diventare a sua volta vittima del conflitto.